sabato 28 agosto 2010

Agostino d' Ippona....un Uomo diventato Santo

28 Agosto Sant' Agostino d' Ippona

Sant' Agostino- Mosaico Cappella Palatina - Palermo
"Santi non si nasce ma si diventa"
Un mio amico sentendomi dire questa frase si è messo a ridere dicendomi: "le solite frasi da preti". Con quel sorriso un po' ironico mi voleva forse dire che ero un po' matto a credere ancora a queste frasi, e che non sarei mai riuscito a fargli canbiare idea.
L'unica cosa che volevo fare, era proprio non fargli cambiare idea; questo mio carissimo amico forse non conosce bene l'esperienza di un uomo chiamato Agostino d' Ippona, un uomo qualunque e di carriera, che ha fatto un incontro che gli ha cambiato totalmente la sua vita.
Infatti il mio caro amico forse non sa che.......

Originario di Tagaste (Algeria, 354), la sua vita fu segnata dalla inquieta ricerca della verità. La sua fede fu la conquista di una lunga e appassionata vicenda esistenziale. Nel 384 quando aveva solo 30 anni, Agostino fu nominato "Retore imperiale", e si trasferì a Milano con la famiglia. Vescovo di Milano era san't'Ambrogio. Agostino lo stimava molto e cominciò ad andare alle sue prediche e, attraverso esse, trovo la Verità che inseguiva da anni. Un fatto importante avvenne in un giardino di Milano, dove sentì la voce di una bimba che canterellava: "tolle et lege", "Prendi e leggi". Prende in mano le Sacre Scritture e queste si aprono su un versetto che si applic perfettamente alla sua vita passata: "Non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri". (Rm 13, 13-14). Ricevette così una grazia decisiva che completò la sua conversione. Si preparò al Battesimo e lo ricevette la notte del Sabato santo del 387, impartito da sant'Ambrogio. Dopo il Battesimo rinunciò all'incarico di Retore e decise di tornare in Africa dove nel 395 diventò vescovo di Ippona e, come tale condusse una fecondissima attività di scrittore in difesa della verità finalmente incontrata. Mori il 28 Agosto 430 a Ippona.


Affresco, Brera-Milano
"Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato.....Mi hai chiamato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato e mi hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo e io ho respirato e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la Pace" (Confessioni 7,10,27)

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